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Vite a sangue freddo – Tiziano Fiorenza

Giovedì 29 febbraio alle 20.45
sede CAI Tolmezzo

Vite a sangue freddo

uno sguardo agli anfibi e ai rettili delle nostre montagne e del nord est Italia

il naturalista Tiziano Fiorenza torna nella nostra sede, dopo la bella serata dell’anno scorso sul gatto selvatico, con una conferenza dedicata a creature non meno affascinanti, anche se spesso temute e vituperate: anfibi e rettili del Friuli Venezia Giulia.
Impegnato da tempo nel censimento e studio di questi animali, così importanti per i nostri ecosistemi, Tiziano Fiorenza ci illustrerà i risultati delle sue osservazioni sul territorio regionale (uno dei meglio conservati d’Europa) e ci proporrà il breve documentario da lui realizzato con Marco Virgilio e Ivo Pecile per Ianus produzioni.

Inaugurazione mostre “Senza Posa” e “K2” Palazzo Frisacco

SENZA POSA – ITALIA K2 DI MARIO FANTIN. RACCONTO DI UN’IMPRESA

K2 – IMMAGINI DAL KARAKORUM

Nell’anno in cui ricorrono i 150 anni di storia della nostra Sezione di Tolmezzo del CAI, numerosi appuntamenti verranno proposti al pubblico per ricordare la storia della sezione, le sue attività e i suoi soci più illustri. Tra questi, il grande alpinista Cirillo Floreanini, che proprio nel 2024 avrebbe compiuto cent’anni e che esattamente settant’anni fa, nel 1954, partecipava alla spedizione che per prima avrebbe conquistato la vetta del K2.

Questo triplice anniversario – 150 anni della sezione, 100 anni di Cirillo Floreanini e 70 anni dall’ascesa al K2 – viene ricordato innanzitutto attraverso due mostre parallele che verranno inaugurate venerdì 16 febbraio prossimo, alle 18, a Palazzo Frisacco, a Tolmezzo: SENZA POSA – ITALIA K2 DI MARIO FANTIN. RACCONTO DI UN’IMPRESA, messa a disposizione dal Club Alpino Italiano e qui allestita a cura della Sezione tolmezzina, e K2 – IMMAGINI DAL KARAKORUM, concessa al Geoparco delle Alpi Carniche dal Museo Friulano di Storia Naturale, ora depositario dell’Archivio “Ardito Desio”.

Nel primo allestimento si ripercorre l’impresa del 1954 vista da dietro la cinepresa del regista Mario Fantin, il “tredicesimo alpinista” della spedizione. Il suo taccuino originale, recentemente ritrovato tra le carte di famiglia, costituisce la parte centrale del racconto, perché in quelle pagine vi sono gli appunti che scrisse durante la spedizione: riprese da realizzare, disegni di inquadrature da registrare, il piano di lavorazione, entusiasmi, impressioni, fatiche.

All’interno dell’area espositiva trova spazio la sala 150 anni di Storie d’alpinismo che ripercorre i momenti salienti della storia dell’alpinismo tolmezzino e carnico.

Al secondo piano, la mostra K2 – IMMAGINI DAL KARAKORUM racconta, attraverso straordinarie testimonianze fotografiche, la storia di entrambe le spedizioni italiane coordinate da Ardito Desio: la prima, del 1929, prettamente esplorativa e scientifica, e quella del 1954 ripresa da Fantin e coronata dal successo.

Dopo la serata di inaugurazione, le due mostre saranno aperte al pubblico dal 17 febbraio al 18 marzo nei consueti orari di apertura di Palazzo Frisacco (chiuso il martedì).

𝐈 𝟏𝟓𝟎 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐯𝐨𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐚𝐥𝐩𝐢𝐧𝐚 𝐝𝐢 𝐓𝐨𝐥𝐦𝐞𝐳𝐳𝐨

L’8 febbraio del 1874 nasceva a Tolmezzo la prima Sezione del CAI – Club Alpino Italiano della nostra regione, la terza dell’area veneta.
Una STORIA unica nel panorama regionale che dà inizio a 150 anni di STORIE di alpinismo.
Era l’8 febbraio del 1874 quando a Tolmezzo nacque la prima sezione autonoma del Club Alpino Italiano della nostra regione, terza nell’area veneta dopo le sezioni di Agordo e Auronzo, diciottesima per ordine di costituzione a livello nazionale.
La Sezione fu istituita per volontà di un ristretto gruppo di studiosi e appassionati, convinti che Tolmezzo, posta all’estremo lembo della cerchia alpina, potesse rappresentare la culla ideale dell’alpinismo friulano. Il fine principale del sodalizio, che al momento della fondazione contava 82 soci (al settimo posto in termini numerici tra le diciotto sezioni italiane), fu quello di studiare il territorio regionale montano attraverso le esplorazioni scientifiche.
Proprio per questo motivo a ricoprire il ruolo di Presidente fu chiamato il Professor Torquato Taramelli, all’epoca insegnante a Udine, insigne geologo, convinto assertore dell’idea alpinistica e in seguito Rettore dell’Università di Pavia.
La vicepresidenza invece spettò all’avvocato carnico Michele Grassi, padre delle sorelle Anna e Minetta, le tolmezzine entrate di diritto nella storia dell’alpinismo con le loro ardite imprese, tra cui la prima ascesa assoluta al Monte Sernio. Tra i consiglieri figuravano oltre al Professore udinese Giovanni Marinelli, nomi di spicco della solida e colta borghesia carnica come l’avvocato Campeis, il Dottor Romano De Prato, Giuseppe Chiussi e Isidoro Dorigo.


La prima manifestazione collettiva sociale si svolse nell’agosto del 1874 con una riunione che inaugurò i locali della sede e un’escursione a Paluzza con salita al Monte Tersadia, poiché all’epoca il raggiungimento dell’Amariana aveva suscitato una discussione tra alcuni soci che reputavano la via alla cima “pericolosissima e quasi inaccessibile da percorrere in tempi brevi e senza inconvenienti.”
La prima pubblicazione Alpinistica friulana “Dal Peralba al Canino – Raccolta di Atti, notizie e relazioni riguardanti le Alpi Friulane” del giugno del 1875 fu pubblicata per cura della Presidenza dalla Sezione di Tolmezzo del Club Alpino Italiano, che in quegli anni aprì anche un gabinetto di lettura.
All’inizio del 1880 la sede del CAI di Tolmezzo fu ufficialmente spostata a Udine: i tempi mutarono rapidamente e l’idea alpinistica altrettanto; in questo senso la città era più sensibile e aperta ai nuovi temi e avvertiva meglio l’urgenza di determinati problemi. Tuttavia, la sezione del CAI di Udine si sciolse pochi mesi dopo; i soci superstiti diedero vita a un nuovo sodalizio, la Società Alpina Friulana, con un suo statuto e una sua vita indipendente.
La sezione Carnica del CAI (nel 1922 era nata la Sezione Carnica dell’Alpina Friulana, con sede a Tolmezzo) da cui l’attuale sezione di Tolmezzo discende, si ricostituì nel 1966 e la sua storia dopo tante vicende ancora oggi continua.
La nostra sezione in questo 2024 celebra la ricorrenza del 150° anno di un’esperienza unica nel panorama regionale. Una serie di eventi mirerà a tenere viva la memoria storica, preservando un patrimonio comune di tutti i cittadini della montagna. Una ricchezza di avvenimenti dove affondano le radici alpine della contemporanea Città di Tolmezzo.

Programma 150 anni di Storie di Alpinismo

Settimana nel Parco Nazionale del Pollino – maggio 2024

Una settimana di trekking nei luoghi, nelle tradizioni, nella cultura e nella natura incontaminata del Parco Nazionale del Pollino, ultimo avamposto a Sud tra Calabria e Basilicata.

da sabato 25 maggio a sabato 1 giugno 2024

Quota partecipazione 800 euro a persona.
È indispensabile essere soci CAI ed in regola con il bollino annuale.
Per prenotazioni segreteria@caitolmezzo.it

Una settimana immersi nelle bellezze del Parco Nazionale del Pollino con il CAI di Tolmezzo

Il Parco Nazionale del Pollino è il Parco Nazionale più grande d’Italia. Duecentomila ettari di paesaggi, montagne, sentieri, boschi, gole, torrenti, pareti rocciose.
Ma anche piccoli paesi, santuari, monasteri, castelli incastonati tra la Calabria e la Basilicata.
Un territorio montano enorme, compreso tra due mari, lo Ionio e il Tirreno, su cui spiccano ben 5 vette al di sopra dei Duemila metri: Serra Dolcedorme, Monte Pollino, Serra del Prete, Serra delle Ciavole e Serra di Crispo.
Ma anche valli, spiagge e colline, condizioni che determinano un clima molto particolare che nei secoli ha offerto l’Habitat ideale a innumerevoli endemismi vegetali, tra tutti: il maestoso Pino Loricato, albero simbolo del parco, unico al mondo.
Nel parco vivono poi tantissimi animali e non mancano vere e proprie gole per attività di canyoning Ogni angolo, ogni stagione nel Pollino offre visioni ed emozioni diverse. Basta mettersi un bel paio di scarponi ai piedi e immergersi, accompagnati dalle Guide Ufficiali del Parco, alla scoperta di un Parco Nazionale tra i più sorprendenti e selvaggi d‘Europa.

Programma
da sabato 25 maggio a sabato 1 giugno

Sabato 25 maggio:
ore 04:30 partenza a Tolmezzo presso parcheggio antistante la sezione CAI con Pullman
ore 06:30 partenza volo Ita Airwais da Ronchi dei legionari a Lamezia Terme (scalo a Roma). Arrivo previsto ore 10:30
Trasferimento presso l’hotel ristorante Miramonti a Rotonda (PZ) con pullman (circa 2 ore e mezza di viaggio). Arrivo previsto ore 13:00.
Pranzo e partenza per trekking leggero presso Castel Brancato, spuntone roccioso che si affaccia sull’alta valle del Fiume Argentino, una delle aree più selvagge d’Italia, da dove è possibile scorgere il mar Tirreno. Escursione piacevole per lo più nel sottobosco e con alcuni punti panoramici.
Tipologia Escursionistico/Turistico
Durata 4 ore cc Dislivello 250 m Lunghezza 11 km

Domenica 26
Partenza al mattino per raggiungere Serra di Crispo (2054 m s.l.m.) con partenza da Colle Impiso, attraversando rigogliosi boschi di faggio per arrivare ai piani di Pollino dove raggiungere il Giardino degli Dei e poi la vetta. Qui si potranno conoscere i meravigliosi e rari Pini Loricati, in quello che è considerato il bosco con l’età media più antico d’Europa.
Tipologia E Durata 7 ore Disivello 650 Lunghezza 18 km

lunedì 27
Orsomarso e la Valle del Fiume Argentino (circa due ora da Rotonda) Escursione incantevole con partenza dal borgo di Orsomarso per ridiscendere nella Valle del Fiume Argentino uno dei fiumi più limpidi ed incontaminati d’Italia. L’escursione toccherà un arboreto didattico per arrivare alla piccola cascata della Ficara per poi ritornare al borgo lungo il medesimo percorso.
Ripreso l’autobus ci si sposterà lungo la costa per fare un bagno nel meraviglioso Mar Tirreno.
Tipologia E/T Durata 4/5 ore Dislivello 80 Lunghezza 8-10 km

Martedì 28
Monte Pollino 2248 m s.l.m.
La vetta più rappresentativa del Parco. Con una escursione che ha come partenza colle Impiso, il percorso di affaccia sul versante calabrese del monte risalendo una accentuata salita che porta dapprima al valico di Gaudolino per poi risalire più ripidamente verso la dolina di Pollino e da lì su in vetta a toccare i 2248 m s.l.m. riscendendo la vetta un percorso che varia leggermente per conoscere il Patriarca, uno dei pini loricati più vetusti del parco con i suoi quasi 1000 anni.
Tipologia E Durata 7 ore Dislivello 700 Lunghezza 13 km

Mercoledì 29
Castrovillari – Morano Calabro
Visita turistica ai borghi di Castrovillari e Morano Calabro. Castrovillari è il più grande centro dell’area del Pollino a 362 m di quota nella Conca del Re ai piedi del massiccio del Pollino. È il centro di riferimento burocratico e commerciale più grande del parco e con il suo centro storico, dove si può ammirare il castello aragonese e il proto convento francescano, permette al turista di immergersi nella cultura locale.
Morano Calabro, uno dei borghi più belli d’Italia è certamente il più caratteristico borgo medievale presente sul territorio con le sue chiese ricche d’opere d’arte. È una meta obbligatoria nel Pollino.
Tipologia Turistico

Giovedì 30
Monte Sellaro – Villapiana
Escursione sulla vetta più suggestiva del versante Ionico del Pollino. Con partenza dal Santuario di Santa Maria delle Armi, suggestivo e bellissimo incastonato nella pietra, si risale in vetta per ammirare la catena montuosa del Pollino ad ovest e il mar Ionio ad est, in un connubio unico ed emozionante.
Al termine dell’escursione si punta il mar Ionio per una passeggiata e bagno sulle spiagge di Villapiana
Tipologia E Durata 3/4 ore Dislivello 400 Lunghezza 7 km cc

Venerdì 31
Visita guidata al borgo tra i più belli d’Italia “Civita” piccolo gioiello incastonato tra le rocce che affaccia sul Canyon del Raganello Patrimonio UNESCO è certamente uno dei luoghi più suggestivi e conosciuti del Pollino.
Con la chiesa dove si professa il rito Greco-Bizantino, il Ponte del Diavolo e le Case Kodra oltre che i suoi comignoli monumentali rimane una tappa fondamentale per conoscere il Pollino.
Al rientro visita di Rotonda capitale vera e propria del Parco del Pollino con il suo caratteristico centro storico, i suoi portali in pietra e la sua bellissima veduta sulla valle del fiume Mercure.
Costo aggiuntivo 2/3 euro se sarà aperto il museo dell’Elefante.
Tipologia T

Sabato 1
Cosenza
Città di riferimento per la Calabria settentrionale, dotata di un importante centro storico gotico e di un museo all’aperto incredibilmente innovativo e sorprendente. Capoluogo dei Bruzi, antico popolo che occupava la Calabria e centro culturale e religioso con il suo imponente e suggestivo Duomo.
Ore 16:00 trasferimento in aeroporto.
Partenza volo da Lamezia Terme ore 19:10, arrivo previsto a Ronchi dei Legionari ore 22:55 (con scalo a Roma). Trasferimento a Tolmezzo con Pullman.

La quota di partecipazione è di 800 euro e comprende:
• viaggio aereo A/R da Ronchi dei legionari a Lamezia Terme con voli ITA Airways
• trasferimento da e per Ronchi dei Legionari da Tolmezzo con Pullman GT
• Trasferimenti vari per tutte le giornate del soggiorno con pullman GT
• trattamento di mezza pensione per 7 giorni presso l’hotel ristorante Miramonti di Rotonda (PZ) e pranzo al sacco per le escursioni giornaliere
• Guida ufficiale del parco del Pollino dal primo giorno
• Visita guidata della città di Cosenza

Si richiede:
➢ di essere soci CAI ed in regola con il tesseramento per il 2024
➢ il versamento di una caparra di euro 300 all’atto della prenotazione entro e non oltre il 4 marzo 2024
➢ ed il saldo pari ad euro 500 entro il 22 aprile 2024 I versamenti dovranno essere effettuati mezzo bonifico bancario intestato a CLUB ALPINO ITALIANO SEZIONE DI
TOLMEZZO specificando sulla causale il nominativo e se trattasi di acconto o saldo per il viaggio nel Parco Nazionale del Pollino maggio 2024.
IBAN: IT95 R030 6964 3261 0000 0001 777 Intesa San Paolo Filiale di Tolmezzo
Per ogni ulteriore informazione contattateci: via mail all’indirizzo segreteria@caitolmezzo.it